Che cos’è l’Amianto?

L’amianto è un gruppo di fasi minerali che generalmente si presentano con struttura microcristallina ed aspetto fibroso. Con il termine “amianto” si vuole indicare una serie di silicati dove tra le sue caratteristiche più interessanti si riscontrano delle fibre sottili ma molto addensate, che ne fanno un materiale altamente resistente dal punto di vista meccanico, ma allo stesso tempo flessibile. Ha una buona resistenza termica  (resiste anche a temperature superiori a 500° se miscelato ad altre sostane); ha inoltre, una buona resistenza all’azione di agenti chimici e biologici ed all’abrasione e all’usura termica e meccanica.

Per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile, a basso costo e con estese e svariate applicazioni industriali, dal campo edilizio al campo industriale. In tali prodotti le fibre possono essere libere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto friabile, oppure possono essere fortemente legati in una matrice stabile e solida, come ad esempio il cemento-amianto: ed in questo caso si parla di “amianto compatto”. La consistenza fibrosa è alla base delle proprietà tecnologiche, ma anche delle proprietà di rischio essendo essa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio. Quindi, la pericolosità consiste nella capacità che i materiali di amianto hanno di rilasciare fibre nell’ambiente esterno, che risultano inalabili.

La complessa storia tettonica e termica subita dalle ofioliti (ossia sezioni di crosta oceanica e del sottostante mantello che sono state sollevate o sovrapposte alla crosta oceanica fino ad affiorare ) dal momento della loro formazione a quello della messa in posto si riflette in trasformazioni mineralogiche e chimiche, cioè la formazione di minerali fibrosi e in particolare di quelli facente parte del gruppo dell’asbesto.

È sulla base della pericolosità di questa sostanza per la salute dell’uomo e dell’ambiente che lo stato italiano ha promulgato la legge n. 257 del 27 Marzo del 1992 che ne detta le norme per la cessazione dell’impiego e per il suo smaltimento controllato. Questa legge prevede oltre al divieto di estrazione, importazione, commercializzazione anche quello di produzione di Amianto.

In particolare, gli anfiboli fibrosi sono:

  •  Crocidolite;
  • Amosite;
  • Antofillite;
  • Actinolite;
  • Tremolite.
Fibre di Amosite osservate al microscopio elettronico.

Qesta classe di minerali appartiene alla categoria degli Inosilicati e sono silicati di calcio cio, magnesio, ferro, sodio e alluminio; hanno una struttura a doppia catena. La morfologia asbestiforme di questi anfiboli risiede nel fatto che lungo la direzione di allungamento sono presenti sfaldature che se sottoposte a sollecitazione o fratturazione, possono generare un abito fibroso. Le fibre degli anfiboli hanno diametro variabile, ma molto spesso finissime (circa 0,1 micron).

 

Il crisotilo è un polimorfo del serpentino; esso è un minerale facente parte della classe dei silicati con formula Mg3(Si2O5)(OH)4, appartenente alla sott

Fibre di Crisotilo osservate al microscopio elettronico.

oclasse dei fillosilicati che si presenta con una struttura caratterizzata da tetraedri che condividono 3 dei 4 ossigeni formando una struttura a piani estesi indefinitivamente con un rapporto Si:O=5:2. Questa struttura si presenta come una ripetizione di una strato tetraedrico e di uno strato ottaedrico; ma il crisotilo essendo l’unica varietà fibrosa del serpentino a differenza della Lizardite ed in parte dell’Antigorite non ha una perfetta corrispondenza tra i due strati ed è quindi necessario che lo strato tetraedrico si ripieghi andando a definire un abito fibroso. Il serpentino è un minerale tipico delle serpentiniti che derivano dall’idratazione ad alta temperatura di rocce ultramafiche (olivina e pirosseno). Il Crisotilo è generalmente presente nelle serpentiniti, ossia rocce metamorfiche di basso e bassissimo grado, dove di solito rappresenta il riempimento di fratture. Le fibre si possono formare contemporaneamente alla matrice della roccia, anch’esso costituita da serpentino, a partire dalla stessa roccia madre, oppure si possono formare successivamente. In quest’ultimo caso le fibre possono sostituire il preesistente materiale della matrice, forse partendo da una fessura e crescendo verso l’interno, oppure possono crescere all’interno di fessure preesistenti.

 

Un’altra differenza la notiamo al microscopio elettronico dove le fibre degli anfiboli risultano più lineari rispetto alle fibre del Crisotilo che hanno un’andamento ricurvo.

Le fibre di amianto, già sottili, hanno la proprietà di dividersi longitudinalmente in lunghe e sottilissime fibre, dette fibrille, ed è   questa la causa della loro pericolosità (a differenza ad esempio delle fibre artificiali che si fratturano trasversalmente).Bisogna però avere ben chiaro che le varie fibre di amianto hanno un’elevata resistenza rispetto ad altre fibre naturali ma essendo anch’essi sensibili sia all’attacco chimico che termico e quindi non sono indistruttibili.

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