L’Impegno ambientale delle aziende

l rispetto dell’Ambiente sia circostante che in generale, è sempre stato uno dei principali aspetti che contraddistingue l’operato dell’azienda, non solo nella teoria ma con azioni pratiche, che meglio si sono concretizzate negli ultimi anni.

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Pisa, la sensibilità delle aziende, si riflette in:

  • materia energetica: sempre più spesso le aziende guardano alla riduzione dell’uso dell’energia sia come riduzione dei costi, ma anche come un maggior rispetto dell’ambiente in sè. Questo miglioramento viene valutato attraverso un monitoraggio delle principali fonti di consumo, le quali permettono alle aziende di determinare i margini di miglioramento e i successivi investimenti;
  • mappatura del ciclo di vita dei rifiuti, considerando tutti gli impatti ambientali ( consumi di acqua, emissioni generate, consumi di energia, etc), che concorrono alla produzione completa del prodotto, coinvolgendo anche la filiera a monte (es: fornitori di materia prima) e a valle del sistema produttivo (es: trasporto e fine vita);
  • Prodotti tossici per l’ambiente e la vita umana;
  • ed altri.

La crescente attenzione da parte dei consumatore relativamente al problema ambientale, legata anche alla nascita di associazioni private aventi come obiettivo di preservare la natura, ha destato l’interesse delle aziende e del legislatore. Siamo però in presenza di una normativa a carattere specifico, riguardante soltanto alcune alterazioni ambientali e non totalmente armonizzata con le leggi comunitarie. Aziende che operano nello stesso settore possono essere sottoposte a vincoli diversi, con conseguente squilibrio nella competizione.
Oggi, per l’azienda, risulta importante stimare le alterazioni prodotte dalla propria attività sull’ambiente e in questo modo oneri che per molto tempo sono stati sopportati dalla collettività vengono assunti dall’azienda stessa. Per agevolare lo sforzo che l’impresa deve sostenere in campo ecologico è necessario un intervento del Soggetto Pubblico, che con
vari strumenti, quali finanziamenti a tassi agevolati e sgravi fiscali, può stimolare la formulazione di una linea di gestione che tenga conto dell’aspetto ambientale.
Il rapporto con l’ambiente, dal punto di vista dell’imprenditore, può essere migliorato operando a livello di PREVENZIONE o di RISANAMENTO. La prima via costringe il soggetto aziendale a scelte precise fino dal momento in cui decide i beni e i servizi da realizzare e il corrispondente processo che in taluni casi comporta cambiamenti relativamente all’impiego dei fattori produttivi.
La seconda strada consiste nel ridurre l’incidenza dei danni causati dall’azienda sull’ambiente.
Prevenzione e disinquinamento però non sono soluzioni alternative: l’attività a monte è spesso volta a ridurre l’entità degli effetti, ma non può evitarli; quindi tale processo dovrà essere accompagnato da misure idonee a combattere le conseguenze nocive. Prima di effettuare una scelta fra prevenzione, risanamento o entrambi, l’azienda deve possedere tutti i mezzi necessari per attuare la sua politica volta alla tutela dell’ambiente. Dal punto di vista so
ciale è preferibile la prevenzione che è anche quella a cui si rivolge maggiormente l’attenzione del management. Il risanamento è in genere considerato di competenza degli Enti Pubblici in quanto risulta assai difficile, soprattutto nelle aree ad alta concentrazione industriale, distinguere le alterazioni provocate da ciascuna unità produttiva.
La terza alternativa è difficilmente praticata a causa degli eccessivi oneri gravanti sul sistema produttivo.
L’attenzione aziendale al problema ecologico comporta una reazione del mercato e incide positivamente sull’immagine
dell’azienda in quanto la variabile ecologica è oggi considerata elemento determinante per la qualità del prodotto. Il miglioramento del rapporto con il mercato consiste nell’incremento della domanda generata da una maggiore fiducia del consumatore verso l’intera produzione aziendale.
L’ambiente è rilevante dunque per le imprese e per i loro comportamenti e strategie.
I fattori che spingono verso una maggiore considerazione sono:

  • l’opinione pubblica sempre più sensibile alla qualità della vita e per questo disposta a pagare prezzi maggiori pur di avere prodotti “ecologici”;
  • i movimenti verdi ambientalisti sempre più attenti a come le imprese usano il territorio e le risorse;
  • le comunità locali vicine agli insediamenti produttivi sempre più interessate alla salvaguardia dei loro territori;
  • i soggetti che orbitano intorno all’azienda in generale, interessati alla costruzione di un’immagine che sopravviva nel lungo periodo e che non crolli a causa dell’emergenza ambientale;
  • l’azione politica dei singoli Stati e degli orientamenti dell’Unione Europea che incentivano un atteggiamento responsabile verso la natura e le risorse all’interno delle aziende.

Tutto ciò ha reso necessaria l’introduzione di una figura specifica nell’organigramma di alcune aziende, il cosiddetto “ECO-MANAGER”, che dovrebbe impiegare le proprie energie nell’elaborazione e attuazione di decisioni in materia ecologica.
Oggi, però, risulta assai difficile introdurre la componente ambientale nell’attività aziendale in quanto è necessario sia attribuire un valore preciso ai costi per la tutela dell’ambiente, sia cercare di stimare esattamente le alterazioni prodotte
dall’azienda in elementi esterni come l’acqua, l’aria e il terreno.
Il sistema produttivo, deve costantemente tendere verso una posizione di equilibrio economico che, una volta raggiunto, deve essere mantenuto e possibilmente migliorato. Bisogna cercare di ottenere un conveniente rapporto costi-ricavi in quanto l’assenza di questa relazione nel medio-lungo periodo fa perdere all’impresa il carattere di entità produttrice di ricchezza. Quindi una visione del fenomeno aziendale limitata all’aspetto economico potrebbe indurre a sottovalutare quello ecologico. E’ però importante per le aziende affrontare il problema ambientale in quanto il solo impegno per il raggiungimento del fine economico può risultare negativo per la funzione di unità produttiva: esso cioè va posto congiuntamente ad obiettivi sociali anche perché il loro raggiungimento può contribuire all’efficienza complessiva del sistema. Bisogna quindi individuare soluzioni specifiche per ogni unità produttiva; non è possibile far uso di criteri generali in quanto l’entità dei costi per la tutela dell’ambiente, accettabile per alcune aziende, potrebbe rivelarsi eccessiva per altre.

Nel futuro quindi avremmo bisogno di una sempre più stretta collaborazione tra Ambiente e Aziende.

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